Un po’ di storia…

1979:  La Scuola Popolare di Musica di Cologno Monzese è nata quattro anni fa per iniziativa di un gruppo di compagni del locale circolo “La Comune” e si è successivamente sviluppata autonomamente. I primi due anni di vita della scuola sono stati caratterizzati da problemi organizzativi  ed economici tipici di molte altre scuole popolari nate in quel periodo.(…) Durante i primi due anni ci sono stati vari tentativi di coinvolgere l’Amministrazione Comunale in questa iniziativa e di farci conoscere dalla popolazione organizzando spettacoli a livello cittadino e intervenendo nell’ambito scolastico. L’anno scorso l’Amministrazione Comunale ha accettato di patrocinare la scuola e di concedere un finanziamento di un milione di lire e la concessione di aule in locali più centrali rispetto al paese.(…)

(tratto dalla rivista LABORATORIO MUSICA n°6 Novembre 1979)


La scuola Popolare di Musica

La Scuola Popolare di Musica nasceva sull’onda delle idee innovatrici e di trasformazione del ’68, anni caldi in cui le scuole popolari erano una “parola d’ordine”. Con quella spinta ideale così forte si realizzarono fra mille difficoltà obiettivi importanti, con grande fatica ma altrettanta passione e convinzione.
La nostra sede dal ’79 diventò il seminterrato della Scuola Elementare di Via Manzoni: solo tre o quattro aule e ogni tanto si rosicchiava ancora qualche spazio che veniva da noi stessi ripulito e arredato alla buona. La Segreteria era un banco di scuola posto nel lungo corridoio dove il responsabile addetto alle iscrizioni e a quanto fosse necessario, svolgeva le sue mansioni “tuttofare” nella serata, non appena il suo vero lavoro glielo permetteva (quasi tutti i responsabili svolgevano comunque un altro lavoro a tempo pieno, mentre questo rientrava nell’impegno politico).

Le prime classi

Le classi di strumento erano formate da una decina di allievi che l’insegnante doveva seguire collettivamente per un’ora; così pure le lezioni di teoria dove gli allievi erano più numerosi (almeno all’inizio). Gli orari, come ancora oggi, andavano dal primo pomeriggio fino a sera avanzata. Erano aperte classi di pianoforte, chitarra classica, chitarra d’accompagnamento, flauto traverso, saxofono, contrabbasso, violino, storia della musica. L’Amministrazione comunale che da subito cercò di sostenere e favorire la nascita di attività di base sul territorio, nei limiti delle ridotte disponibilità dell’Assessorato alla cultura, ci dava un contributo annuale di 1.000.000 lire e metteva a nostra disposizione le aule da utilizzare.

Settembre 1982

Settembre 1982 atto costitutivo davanti al notaio Trabace di Monza: nasce l’Associazione Scuola Popolare di Musica di Cologno Monzese. Forti del successo dei primi anni di attività, della domanda numerosa, dei risultati ottenuti, dell’aggregazione sorta intorno a questa realtà, a fronte di un progetto preciso sia sul piano didattico-artistico (scuola), ma anche come intervento culturale sul territorio (iniziative, concerti, lezioni nelle scuole pubbliche), chiedemmo all’Assessorato alla Cultura di darci l’opportunità di compiere un salto qualitativo richiedendo un contributo di 5.000.000 di lire. L’Assessore accolse questa nostra richiesta e fu per noi una prima grande soddisfazione in quanto i risultati di tanto impegno e lavoro (puramente a titolo di volontariato) venivano riconosciuti e apprezzati.Iniziò un lavoro ancora più intenso affinché quel progetto e quei programmi annunciati diventassero operativi. La Scuola si strutturava in modo sempre più preciso e funzionale alle esigenze e diversità degli allievi, ai bisogni e desideri che via via emergevano.

Le prime lezioni

Le lezioni di strumento diventavano individuali e le collettive erano organizzate in modo molto più efficiente. Si aprirono nuovi corsi come quello di canto e di clarinetto, si iniziò la costituzione di un Coro e successivamente della Banda musicale. Si impostavano  programmi didattici e  regolamenti; i saggi di fine anno e le semplici esibizioni concertistiche erano sempre più soddisfacenti. Come capita anche nelle migliori famiglie si cresce, si migliora, si discute molto, anche animatamente all’interno del famoso Consiglio di gestione, più che mai presente e attivo in tutti questi anni, dove la logica è proprio il piacere e la voglia di lavorare insieme, condividendo emotivamente e affettivamente finalità e percorsi ideali. Le idee, le storie e le esperienze hanno sempre movimentato e arricchito la vita al nostro interno determinando cambiamenti, linee politiche, orientamenti, forti passioni, sofferenze e gioie, esperienze, amicizie e anche matrimoni fra allievi, insegnanti e chiunque altro avesse voluto farsi coinvolgere.

L’associazione

L’Associazione è stata al passo coi tempi: molti allievi, insegnanti, consiglieri, responsabili sono passati e tutti hanno dato qualcosa, chi più chi meno, un segno di partecipazione……qualcuno è anche tornato dopo anni, qualcuno lo incontri casualmente per strada e ricorda: gli occhi si illuminano perché è stato qualcosa di piacevole o comunque importante. La caratteristica della nostra Associazione è proprio questa: forse non ci sono mai stati meno di 100 allievi, a volte anche molti di più, eppure è sempre stata come una grande famiglia dove si ride, si urla, si litiga e magari tutto passa davanti ad una birra e un sacchetto di patatine. Qualche volta però non è andata così, a volte le passioni e le idee portano anche a divisioni se non camminano sullo stesso binario. Marzo 1988 L’Associazione si affilia all’ARCI e cambia nome: Associazione Musicale Città di Cologno   Troppo spesso ci scambiavano per Scuola di Musica Popolare (il che aveva tutto un altro senso) e volendo inoltre mettere in risalto la nostra Città si decise di cambiare nome; coerenti ai principi di sempre, con le stesse intenzioni, semmai rafforzate. Abbiamo lavorato molto in questi anni al fianco del Settore Cultura, qualunque fosse il colore politico dell’amministrazione comunale, portando avanti la Scuola, il lavoro sul territorio e le stagioni concertistiche: ricordiamo i primi corsi di Animazione musicale nelle scuole elementari e i primissimi concerti organizzati con il contributo della Biblioteca Civica, quando bisognava fare pubblicità con lo spikeraggio in giro per la città  e preparare la sala spostando sedie e pedane per poi ritrovarsi in 20 ascoltatori.Oggi, per me ed altri operatori che hanno vissuto l’inizio della storia, ci pare quasi un sogno pensare, programmare, organizzare al fianco dell’Amministrazione comunale le attività culturali sul nostro territorio: sembra veramente di essere su un altro pianeta.

L’aspetto più gratificante

L’aspetto più gratificante che ci dà la forza e la voglia di continuare è vedere che quanto è stato fatto ha dato grandi risultati. Ancora oggi, all’interno della nostra Associazione buona parte degli sforzi sono compiuti allo scopo di consolidare e tenere sempre vivo il piacere della musica e del vivere insieme esperienze positive, affinché dai nostri stessi ragazzi nasca la continuità per un progetto aggregativi, che sappia adeguarsi ai tempi e al tempo stesso porsi come elemento di trasformazione e di crescita. Certo i problemi non mancano, non è tutto così facile e semplice, in una società come quella di oggi che richiede sempre maggiore professionalià e specificità, e probabilmente non lo sarà mai: forse questa è la ricchezza e la scommessa di una vita associativa. Si modificano i tempi, le persone cambiano, passano, tornano, ma c’è sempre da fare, c’è sempre la possibilità di esporsi, di provare, di mettersi in gioco a livello individuale, come gruppo di persone che crede in obiettivi comuni, di animare la vita sociale e culturale con i pensieri e le idee, di costruire momenti di emozioni e di piacere per se e per gli altri. Una scuola, una musica con la M maiuscola, ma che sia per tutti e ognuno possa cercarla e prendere parola ricercando anche il proprio benessere. Questa è il senso che traspare dalla nostra esperienza di allievi e insegnanti, di direttori, consiglieri e responsabili: la forza di un Progetto, qualcosa da fare, da dire e da costruire, qualcosa in cui si crede e che si vuole trasmettere, e ognuno, partecipando come può, ne rende possibile la realizzazione.

Sandra De Tuglie

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